Signore e Signori delegati,
Signora Presidente dell’assemblea e Vice presidente vicario del Coni,
dirigenti federali, gentili ospiti, a tutti di nuovo buongiorno.
Mi presento a questa elezione con la convinzione ancora più radicata che la passione, la trasparenza, la volontà di volersi impegnare per gli altri e non per se stessi e la conoscenza dei meccanismi federali, possano avere un ruolo nel futuro del nostro sport, che immagino più attento al lavoro delle società di base, più sicuro, inclusivo, rispettoso della storia e delle tradizioni, e al tempo stesso capace di attirare l’attenzione dei giovani.
Oggi siamo di fronte a nuove sfide: il nostro movimento ha bisogno di una visione chiara ed allargata, di una revisione non più rimandabile delle carte federali, di un nuovo impulso per affrontare le difficoltà economiche, per crescere nel settore giovanile, per garantire ai nostri atleti e alle nostre atlete ogni miglior condizione possibile e per rendere il ciclismo un’esperienza sempre più sicura ed accessibile, che torni ad essere molto più radicata sui territori, che sostenga gli organizzatori e che entri a pieno titolo nelle scuole.
L’Italia è stata, nella storia non solo del nostro sport, un paese di grandi campioni e campionesse, e di grandi imprese, atleti capaci di risvegliare l’orgoglio nazionale: sarà difficile tornare a quei livelli, ma dobbiamo credere di poter aspirare al miglioramento e la Federazione di domani dovrà dimostrare con i fatti di essere più vicina alle società, di essere trasparente ed equa, di saper creare un clima libero da polemiche inquinanti o azioni da sottobosco, che non rappresentano di certo il miglior biglietto da visita per chi aspira ad essere una guida per i giovani, uno sport in grado di educare e trasmettere valori.
Quei valori che “i nostri padri e le nostre madri del ciclismo” ci hanno insegnato: Alfonsina Strada è ancora oggi un riferimento di studio e riflessione, Alfredo Martini, Vittorio Adorni per me due maestri .
Senso di appartenenza: ecco un elemento che vogliamo far crescere, attraverso – mi ripeto – una maggiore vicinanza alle società e ai giovani, ai comitati regionali e provinciali, ai tecnici, agli organizzatori, insomma a tutte le componenti, nessuna esclusa. Il mio programma, quello della nostra squadra, lo avete visto pubblicato, ne abbiamo parlato, e rappresenta, seppure sinteticamente, una visione globale attraverso l’analisi di ogni settore e livello. Maggiore attenzione ai rapporti istituzionali, valorizzazione delle società di base e del ciclismo giovanile, ma anche promozione dell’uso della bicicletta per la mobilità urbana, per il tempo libero e per il turismo sportivo. Dobbiamo impegnarci nella comunicazione, nella formazione e nella promozione del nostro sport.
Se ci darete fiducia, daremo la giusta importanza al miglioramento della gestione federale, alla trasparenza, allo scambio di informazioni.
La Federazione Ciclistica Italiana è la casa di tutti, e deve essere un punto di incontro, di dialogo e di crescita comune. Una Presidenza orizzontale e non verticistica, che approfondisca i contatti istituzionali, che si batta per la sicurezza, per incrementare gli impianti, per ridurre la burocrazia e che realizzi i programmi attraverso un lavoro di squadra, con il Consiglio Federale con i comitati territoriali e con le Commissioni, senza lasciare indietro nessuno.
Così come gli atleti sono impegnati con determinazione in un lavoro quotidiano, imparano a superare insidie e difficoltà e vincono medaglie che devono restare al loro collo, cosi’ vi assicuro, se vorrete concedermi la fiducia, il massimo impegno, la massima disponibilità.
Non farò promesse sapendo di non poterle mantenere: ma prometto concretezza, impegno, rispetto, professionalità ma soprattutto passione, quella passione che ancora oggi mi spinge, assieme alla mia famiglia, ad impegnarmi per il ciclismo giovanile e, come amministratore pubblico, in progetti di promozione del nostro sport.
Il ciclismo ci insegna a fare fatica (ho vissuto anche io un periodo a livello agonistico), a cadere e rialzarci, ci insegna che ci sono le salite ma anche le discese, che il lavoro paga: possiamo ottenere di più lavorando insieme ad una Federazione che tenga in considerazione tutte le sue componenti, aspirando ad un progetto più grande che guardi con fiducia al futuro.
Lo sport è scuola di vita; il ciclismo lo è ancora di più: e forti di questo nostro potente DNA dobbiamo riprenderci il ruolo che ci spetta, senza vederci scivolare verso la decima posizione nelle classifiche/ ranking di Sport e Salute: sedicesima posizione per numero di tesserati attivi.
Grazie per avermi ascoltato ed accolta in questa campagna elettorale, grazie per tutto quello che, società, dirigenti, organizzatori, giudici, direttori di corsa e tutte le figure deputate alla sicurezza, atleti, tecnici e tutti, avete saputo fare e mantenere nonostante le difficoltà e per tutto quello che farete in futuro.
Grazie per il confronto sincero, per i giudizi sinceri, per aver condiviso la voglia di fare attività cercando anche di divertirci, per aver condiviso il desiderio di voler fare la differenza nella nostra grande famiglia allargata.
Concludo senza dilungarmi oltre.
Se mi vorrete dare la vostra fiducia, sappiate che la ripagherò con il massimo impegno, senza fini personali ma operando nell’interesse del ciclismo, con l’impegno di restare vicina a tutto il movimento, dalla base al vertice, in tutti i settori e discipline, con l’impegno di battermi per le esigenze del nostro ciclismo e mettendoci, come sempre, una passione infinita.
