Partiamo dall’inizio, dalle fondamenta del mio ruolo nel mondo ciclismo.

Il ciclismo è una passione smisurata, che nasce dall’idea di impegnarsi per gli altri e non per se stessi. 

Una passione di famiglia: mio padre giudice di gara, mia madre direttore sportivo, organizzatori di più di 400 eventi, di team giovanili, dilettantistici e femminili.  Dove anche io ho militato: quando ho smesso di gareggiare (senza imbarazzo: nessun risultato apprezzabile ma tanta, educativa,  fatica) ho cominciato a lavorare all’interno di questo nostro  mondo  federale, dall’ufficio stampa ai primi ruoli tecnici con le rappresentative regionali e poi al Consiglio Regionale Emiliano Romagnolo;  poi segretaria nell’Associazione dei team dei dilettantistici  ACD,  per arrivare in  Consiglio federale come rappresentante dei tecnici e contemporaneamente al Consiglio Nazionale  Coni (sempre Rappresentante dei tecnici).  Senza mai staccarmi dalle mie radici, dalla mia famiglia: la società in cui sono nata e cresciuta che ancora oggi fa attività giovanile fuoristrada e strada ed organizza eventi per giovanissimi.

Ogni passo è stato maturato con una crescita di competenze e conoscenze, riconosciute attraverso i passaggi elettorali dove tutti, uomini e donne, mi hanno sempre spinta ad andare avanti.

Se penso agli ultimi anni in Consiglio Federale, penso a tutti i km percorsi all’anno che mi sono serviti per conoscere tutta l’Italia del ciclismo, tantissimi appassionati, per conoscere i problemi e le possibili soluzioni, le proposte, le dinamiche. Mi avete vista in tante occasioni, sono stata presente con voi nei momenti chiave, per affrontare ogni tipo di situazione. “La Daniela c’è sempre”: l’ho sentito dire anche io tantissime volte ed è la verità.

Gli oltre 500.000 km che ho fatto in tutta Italia sono la dimostrazione della ferma determinazione che da lungo vive in me per essere al servizio della Federazione e del Ciclismo.

Oggi, tante persone che sono parte della spina dorsale del ciclismo, mi hanno spinto a compiere anche questo ulteriore passo, dopo aver condiviso idee e progetti per una crescita di tutto il nostro sport, per immaginare e realizzare un ciclismo aggiornato e più vicino alle giovani generazioni.

In questi anni ho affrontato molti nodi della Federazione e molti sono stati risolti, con un gioco di squadra, andando anche a raccogliere i riconoscimenti nazionali ed internazionali del nostro lavoro.

Conosco i meccanismi federali e quelli del Coni grazie alla permanenza nel Consiglio Nazionale, sono stata Commissario Straordinario del Comitato Regionale Umbria ed ho sempre dimostrato concretezza e visione sui temi che devono essere la risposta efficace alla soluzione dei problemi. Sono Vice Presidente del Coni Regionale Emilia Romagna e sono stata anche impegnata nello staff della Scuola Regionale dello Sport, oltre ad avere collaborato in questi anni di dirigenza con la Scuola dello Sport Nazionale per la realizzazione di tante iniziative formative.

Sono componente della commissione UCI “Woman’s Commission” che nel 2019 ha realizzato un interessante studio e ricerca sullo sviluppo del ciclismo femminile nel mondo. La mia esperienza passa anche attraverso cinque anni come Assessore allo Sport, cultura, eventi, politiche giovanili del Comune di Salsomaggiore Terme, attraverso esperienze formative personali come il corso di Management dello Sport SDS/LUISS 

Non mi nascondo dietro nulla, so che determinazione, passione e competenza mi hanno portato fino a qui, per questo penso ad una Presidenza molto concreta ed ispiratrice di un clima pacato, molto nazionale e poco fratricida, molto collegiale e dialogante.   Non amo entrare in polemiche personali, difendo (e penso che lo debbano fare tutti) il ruolo ed il prestigio dell’istituzione FCI, con la quale dobbiamo ottenere gli obiettivi che ci prefiggiamo.

 

In questo periodo terribile, pesantemente segnato dalla pandemia Covid-19 abbiamo imparato che il ciclismo è uno dei pochi sport che riesce a rilanciarsi, può avvicinarsi a tutti, anche e soprattutto ai più giovani. La Federazione saprà giocare un ruolo da protagonista ed io sono qui per mettere a frutto subito questa esperienza e questa visione. Colgo qui l’occasione per ringraziare il Presidente Renato Di Rocco per le opportunità e gli insegnamenti durante gli anni di Consiglio Federale che abbiamo condiviso.

Occorre ricordare anche che in quest’ultimo quadriennio abbiamo raccolto importanti risultati: sul fronte sportivo con centinaia di medaglie, dal punto di vista manageriale con un bilancio attivo e nel 2020 abbiamo permesso alle società di ripartire nonostante le condizioni terribili in cui ci siamo trovati.

 

Nel 2019 la Federazione poteva contare su:

  • 103.120 tesserati,
  • 3.087 società affiliate,
  • 440 professionisti (atleti e staff) in Italia e all’estero,
  • 4.238 gare organizzate.

Sarà mio compito fare subito un nuovo censimento di come siamo usciti dal 2020, con quali numeri e con quali persone potremo dare inizio a questa traversata post-pandemia: consapevoli dei momenti peggiori, dell’oggi che stiamo vivendo e di quanto può prospettarci il futuro; consapevoli delle difficoltà con cui dovremo confrontarci nel breve e medio periodo, forti della capacità di fare squadra, tra di noi ed anche con le istituzioni sportive e politiche.

 

Abbiamo una grande opportunità: un’Italia che sta guardando alla bicicletta come soluzione e prospettiva futura, abbandonando i vecchi retaggi e dando nuova potenziale linfa al nostro settore. Dobbiamo coglierla.

 

In conclusione, ho percorso in lungo ed in largo questa Italia da semplice tesserata e con i vari ruoli sui quali ho raccolto la vostra fiducia. Penso che potremo fare molto di più e per questo, per costruire divertendoci e rispettandoci con lo sport che più amiamo, la Daniela c’è sempre: ascolto, disponibilità, completezza delle informazioni, passione vera  ed amore verso i giovani ed il ciclismo in generale, elementi che sono sempre stati ben presenti nello svolgimento dei miei compiti.